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"SEMINO FIABE, RACCOLGO SORRISI" (Kiwanis International) Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Le fiabe ci orientano nel mondo. Sembra un'affermazione insolita in una realtà spesso dilaniata da tragedie e disagi, che richiedono risposte concrete per soccorrere soprattutto i più deboli, come i bambini, di ogni latitudine. Tuttavia, accanto all'aspetto strettamente materiale della cura fisica, è importante non trascurare la sfera emotiva e relazionale veicolata dalla comunicazione. Va tutelata la profondità del dialogo con i nostri piccoli. E' una relazione fondamentale spesso trascurata anche in quelle situazioni dove il disagio è lontano dalla nostra quotidianità.

Ecco perchè questa raccolta di fiabe scritte dai bambini è una pubblicazione che aiuta a raccogliere sorrisi, ma soprattutto offre l'opportunità di condividere attraverso codici narrativi semplici, la possibilità di stare reciprocamente meglio nel mondo

I ringraziamenti vanno a Kiwanis International per il suo costante impegno a servizio dell'infanzia e dell'adolescenza. In particolare, per questa inseminazione educativa attaverso la testimonianza dei veri portatori di speranze di ogni tempo che sono tutti i bambini.

"APPUNTI DI VIAGGIO" di SILVANO MORONI Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Prossimamente presenti sul sito “Appunti di viaggio”, guide turistiche dei paesi visitati da Silvano Moroni, acquistabili (al costo di 10 Euro) in formato PDF che vi verrà inviato tramite posta elettronica.

Di seguito l’elenco dei paesi per i quali è disponibile la documentazione.

Etiopia, Yemen, Perù, Bolivia, Venezuela, Ecuador, Tanzania, Algeria, Marocco (varie versioni), Libia, Togo – Benin, Ghana, Costa d’Avorio, Madagascar, Senegal, Burkina Faso, Mongolia, Tibet, Papua Nuova Guinea, Nuova Irlanda, Camerum, Pakistan, Kazakhstan, Nepal, India, Cuba, La Reunion, Cipro, Grecia (varie versioni), Macedonia e Tracia, Creta , Malta, Austria, Finlandia, Norvegia, San Martin e Martinica, Guadalupa, Corsica, Francia (varie regioni), Irlanda, Giordania, Egitto, Mauritius, Mali , Turchia Cappadocia.

"Frammenti d'Europa" di Silvano Moroni Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Perché il viaggio in quella che ho definito La Nuova Europa? Perché volevo sostanzialmente  capire perché è un continuo dibattere ed urlare: “Europa! Europa!” “Dobbiamo entrare in Europa”.”Si fa così in tutta Europa.” Ormai si sentono in dovere di “essere europei” anche coloro che non sanno bene cosa significhi. L’unità europea è invocata come rimedio d’ogni male, garanzia di concordia e progresso, ma volevo anche capire che cosa effettivamente c’è dietro l’ondata emozionale, se l’Europa unita è una moda o veramente una consapevolezza. I popoli più entusiasti del sogno europeo, come noi italiani, spesso sono anche i meno informati sulle conseguenze concrete che un cammino di questo tipo comporta: siamo disposti a rinunciare alla pizza cotta nel forno a legna o al formaggio Emmental? Più in generale: siamo consapevoli delle grandi opportunità che offre il mercato del lavoro, ma anche del grande impegno che ciò richiede? Siamo pronti a rinunciare ad ulteriori porzioni di sovranità dello Stato Italiano, come avverrà con una più ampia integrazione politica?

 

Intendiamoci: mettere a fuoco i problemi dev’essere la premessa per cercare di risolverli, non per una rinuncia precipitosa. Unire compiutamente l’Europa è stata una realtà auspicabile ed ormai è avviata. I vantaggi politici ed economici che ne verranno sono enormi e, se gestiti con attenzione, superano grandemente gli svantaggi; anzi, nell’attuale fase di “globalizzazione” costituiscono una vera e propria necessità. Inoltre, al di là d’ogni calcolo d’interesse, la via segnata per i popoli è quella di una sempre maggiore cooperazione, che sappia esaltare ciò che unisce, senza pretendere le particolarità.

"Lo Gnomo di Curiglia" di Rossana Girotto Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Fate, gnomi, stregoni, sortilegi e incantesimi: è la saga di Harry Potter? Ma no! Sono i protagonisti e gli ingredienti del racconto di Rossana Girotto che, pur avvalendosi di uno scenario reale, la selvaggia Curiglia e la luminosa area del Verbano, sviluppa la trama con elementi fiabeschi che si intrecciano a situazioni di vita vera. Ci troviamo di fronte ad un mondo incontaminato come quello che circonda Curiglia, nell’alto Luinese, mondo costellato da paesini “fuori dal mondo” e dal turismo che all’occhio della giovane scrittrice appaiono magici. E così ai cittadini del borgo prealpino soprattutto al sindaco Valerio che del turismo ne ha fatto una ragione di vita tanto che celebra un matrimonio “civile-ecologico-etologico” con quello delle api. Che aggiungere? Solo in ambienti rurali i rapporti interpersonali sono così spontanei e poco formali come quelli descritti nel racconto: tutti si conoscono e si aiutano.

Chi ricopre cariche istituzionali pensa soprattutto al bene della Comunità e non al tornaconto personale: il Sindaco Valerio chiede aiuto non per sé, ma perché api di Curiglia (la sua Curiglia affamata di turismo…) vengano liberate dal sortilegio che impedisce loro di fare dell’ottimo miele come una volta.

La buona fede, l’ingenuità, la fiducia negli altri che animano il semplice Sindaco di Curiglia gli permettono di raggiungere l’obiettivo. Al resto, ci pensa la Fata del Verbano che certamente non è imparentata con le armate dei “Mazzarditi”, i pirati leggendari del Lago Maggiore. La lezione per tutti noi è chiara: ci vuole più attenzione al bene della collettività piuttosto che pensare a soddisfare esclusivamente i bisogni individuali, essere più rispettosi dell’ambiente che ci circonda piuttosto che soddisfare le esigenze personali. E il miele di Curiglia, così dolce ed energetico, dà linfa all’intero racconto della brava ed estrosa Rossana Girotto da Golasecca.

 

Lamberto Ruffini

"Il sottile gioco delle assenze" poesie di Sergio Brovelli Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Dal dottorato in scienza dei materiali alla poesia si può passare, tranquillamente conversando, con Sergio Brovelli col quale è difficile non diventare amici.

Così da “Il sottile gioco delle assenze” sono entrato nelle due serie di poesie, una dedicata a “L’Alfiere” che potrebbe datare nell’inizio del nuovo millennio all’attuale, “Medusa”, con una notevole evoluzione di frasi e di intenti dei quali Sergio è pienamente consapevole. Gli piace “condividere” e incontra la sua anima con quella di chi gli si rende partecipe nella quotidianità. Ne ha parlato, alle volte con gli amici per “mettere insieme pensieri” e soltanto ora, con questa silloge, si rivolge al più ampio pubblico partendo da un moto di spirito che è un’esigenza. E quando in lui l’esigenza sale, il moto naturale è quello di scrivere. Ne “L’Alfiere” parte da una situazione di isolamento per rimanere da solo a mettere in ordine nelle idee disegnando, nel frattempo, tutti i pezzi degli scacchi di una riflessività che non è mai distaccata osservazione.

In “Medusa” si rivolge verso l’esterno cercando di immortalare le esperienze che ha con le persone che conosce e con le situazioni che affronta.

Sergio ama poetare, descrivere le esperienze avute e sognate, in un gioco di parole che elabora nella fondamentalità dell’amore. E lo riverbera nell’intelletto che sovrasta anche il lato fisico in un più ampio quadro che, comunque, inteso fine a se stesso, può unicamente lasciare dell’amaro nel cuore.
1960 Saronno divenne città, grazie anche alle sue industrie! Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

1960 Saronno divenne città, grazie anche alle sue industrie!

Fine anni Cinquanta, inizi anni Sessanta, Saronno è in crescita e, come tale, ambisce ad essere annoverata fra le città d’Italia.

 

Il sindaco Francesco Cerini si adopera su tutti i fronti, coinvolgendo anche il sottoscritto. Era noto che io, sia pur ancora giovinetto, avevo promosso un incontro periodico in un ristorante di fronte alla stazione fra i principali industriali di Saronno. Cito a memoria qualche nome: Enrico Baj Macario, Alex Poss, Umberto Manetti, i Parma, Giuseppe Cacciamo, Adolfo Reina, Sergio Russo, ed anche Giovanni Caproni, sia pure non più impegnato direttamente. Diversi di loro nel 1962 faranno parte della nascita del Rotare Club. Ad ognuno inviai l’allegata lettera ove praticamente si chiedevano le seguenti informazioni: tipologia degli impianti e della produzione, personale impiegato, importanza delle esportazioni e una breve storia dell’azienda.

Raccogliendo così undici risposte, molto dettagliate, dalle seguenti aziende: Banfi & Canti, De Angeli Frua, ILLVA, Cotonificio Poss, Fimi Phonola, Gianetti, Parma Antonio & Figli, Cemsa Caproni, Incis, Fonderie e Officine di Saronno, LUS di Umberto Legnani oltre, ovviamente, dalla Lazzaroni & C.

Fortunatamente l’anno scorso, nel riordino dell’archivio storico Lazzaroni, ritrovo il fascicolo. E’ un quadro molto significativo di come “l’industria saronnese”, assai variegata, si era sviluppata nel dopoguerra, un esempio in più del cosiddetto “miracolo economico italiano”!

E così ho ritenuto di farne oggetto del quaderno n. 2 del nostro M.I.L.S., Museo dell’Industria, ove sono presenti prodotti e documentazione di tutti questi marchi, ancora attivi nel 1960.

Luigi Lazzaroni Andina

Guida al Campo dei Fiori ed al Sacro Monte di Varese Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Guida al Campo dei Fiori ed al Sacro Monte di Varese

La terza edizione, a grande richiesta (sono da tempo esaurite le 40.000 copie delle prime due edizioni), di questa sempre più completa guida divulgativa (ad alta tiratura e basso costo) della splendida e straordinaria montagna varesina, vuole essere un utile strumento di conoscenza per i visitatori  e tutti quanti vi vivono ed operano (singoli, associazioni, enti). I contenuti sono stati aggiornati anche con gli ormai indispensabili riferimenti Web, con una aggiunta di 16 pagine con, ad esepio, il riconoscimento Unisco dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, un ricordo del “Domenichino”, nuove cartine più particolareggiate, i luoghi del fai in provincia di Varese, il “Tau” del monte S. Francesco, le proposte di pacchetti turistici, i prodotti tipici…

La valorizzazione religiosa, culturale e naturalistica del Campo dei Fiori e di Santa Maria del Monte sta facendo graduali passi avanti: l’Unesco l’ha riconosciuta Patrimonio dell’Umanità, la funicolare è stata definitivamente riattivata e si sta operando per il ripristino anche di quella del Campo dei Fiori. Da migliorare sono i servizi di accoglienza e l’accesso anche per eliminare i rimanenti disagi che comporta vivere a S. Maria del Monte, sono poi da completare l’arredo urbano ed i parcheggi. Anche gli operatori turistici e commerciali stanno fattivamente collaborando a rendere accogliente Santa Maria del Monte: solo con la stretta collaborazione tra gli enti ed operatori dell’intera complessa filiera dell’Accoglienza si potrà raggiungere l’obiettivo.

Questa guida ed il sempre più completo ed importante portale www.sacromonte.va.it, contribuiranno a far conoscere il nostro splendido “teatro montano” ma non saranno sufficienti, da soli, a fargli riprendere, insieme a Varese, l’importante ruolo che aveva ai primi del 900: è quindi necessaria la collaborazione di operatori, Consorzio Turistico Varese e Provincia, Associazioni imprenditoriali, Provincia e Regione per lo studio corale e la realizzazione di questa guida è coordinata dalla coop. Sociale Ambiente e Sviluppo di S. Maria del Monte e dal Consorzio Turistico Varese e Provincia e, tra le altre, ha meritato la fattiva collaborazione della Regione Lombardia e della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate.

Non resta che ringraziare nuovamente quanti, e sono tanti, hanno contribuito alla realizzazione ed alla diffusione di quest’opera ed augurare buona lettura.

Comunità Montana della Valcuvia Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Comunità Montana della Valcuvia

Un territorio straordinario, ricco di ambienti naturali diversi ed affascinanti, storia, cultura, arte; ed ancora, venti comunità che, insieme, operano perché un territorio così esteso, variegato e complesso possa essere tutelato, valorizzato e promosso, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna di esse.

Ecco da dove ha origine questa Guida,  che intende rispondere alle richieste sempre più pressanti e diffuse di uno strumento semplice, agile ed aggiornato, ad uso e consumo dei turisti e di quanti desiderano percorrere il territorio per scoprirlo in tutti i suoi aspetti.

Promuovere i nostri luoghi significa conoscerli e farli conoscere, apprezzarne le bellezze e l’essenza, interpretarne la storia per comprenderne le trasformazioni: ci auguriamo che questo strumento possa aiutare i cittadini della Comunità Montana della Valcuvia, anzitutto,  a diventare i primi consapevoli ed attenti fruitori di questo patrimonio, custodi delle sue bellezze e delle sue tradizioni.

E quindi, come si conviene ad ogni Guida Turistica, auspichiamo che questa pubblicazione possa davvero “guidare” i turisti e gli ospiti alla scoperta dei nostri paesi, degli itinerari e dei sentieri, dei monumenti e delle testimonianze storiche, dell’arte e della cultura della nostra gente, dei prodotti tipici di un territorio che, ad ogni livello, ha tanto da offrire.

"La rava e la fava" di Elisa Monteverde Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

Il mondo di Elisa, la protagonista, si snoda tra gli anni Quaranta e la contemporaneità, in una successione di racconti, immagini e ricordi che la vivace penna dell’autrice fa rivivere in un ritmo coinvolgente e scorrevole; mentre il filo narrativo sfugge capriccioso alla rappresentazione cronologica dei fatti.

La cornice di tali eventi è quella della città natale, Novara, città di provincia ad un tempo amata e sofferta, e dalla quale si prospettano varie evasioni…

Tra mille storie e aneddoti scorre la vita, e se nella coniugazione dei tempi si incrociano alternativamente il passato e il presente, non mancano gli spiragli verso il futuro.

Resta vivo il dilemma del romanzo autobiografico, che dalla realtà nasce e sul filo di questa si dipana, ma al vero talvolta sfugge, seguendo un volo sostenuto dal soffio della fantasia

 

Elisa Monteverde è nata nel 1942 a Novara dove tutt’ora vive.

Laureata nel 1965 in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università “Bocconi” di Milano, ha insegnato per trentadue anni il Francese in diversi Istituti della sua città.

“La rava e la fava” è il suo primo romanzo.

"Frammenti di mondo" di Silvano Moroni Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

A volte è difficile spiegare perché si fanno delle cose, si imboccano delle strade, si scelgono delle vie tortuose invece di altre più lineari. In questa raccolta di mie impressioni dal mondo cerco di spiegare pechè, ad un certo punto della vita, circa 25 anni fa, ho lasciato un futuro da medico per dedicarmi a tempo pieno alla conoscenza di ciò che sta “dietro la collina”.

 

L’ho fatto camminando ncontravo, ho voluto, in pratica, cercare di capire “gli altri stando con loro, vivendo per alcuni periodi le loro realtà quotidiane, subendo a volte le stesse umiliazioni ma soprattutto vivendo le loro speranze.

Camminare quindi, per aprirsi al mondo, perché lo stesso atto del camminare riporta l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza, immerge in una forma attiva di meditazione che sollecita la piena partecipazione di tutti i sensi. Spesso per me camminare è stato un espediente per riprendere contatto con me stesso, un modo per reinventare il tempo e lo spazio perché è necessario uno stato d’animo, una lieta umiltà davanti al mondo, un’indifferenza alla tecnica e ai moderni mezzi di trasporto o, quantomeno, un senso di relatività delle cose che fa nascere l’amore per la semplicità e per la lenta fruizione del tempo.

 

"Frammenti di Popoli" di Silvano Moroni Il Colibrì > IL COLIBRI' EDIZIONI

La terra: un insieme di paesaggi diversi, ma tutti suggestivi ed emozionanti. Dai deserti di ghiaccio alle savane, dalle foreste impenetrabili ai mari d’erba delle praterie. Tutti popolati da un’infinita varietà di animali e dove popoli nativi e natura hanno da sempre convissuto in un reciproco sostentamento. La natura dava all’uomo i suoi frutti ed il nativo dava alla natura la possibilità di rigenerarsi e continuare il suo ciclo vitale.

 

Ma l’uomo “tecnologico”, con la sempre più crescente esigenza di reperire spazi vitali e risorse, sta irrimediabilmente compromettendo questo delicato equilibrio che durava dai tempi dei tempi. Occorre riflettere che non lontano da questi luoghi paradisiaci esistono realtà di estrema povertà ed indigenza, dove popolazioni sono afflitte da malnutrizione, scarsità di raccolti, malattie, continui conflitti sociali ed etnici. Tutto ciò perché sono stati cacciati dalle proprie terre nelle quali erano perfettamente integrati e dalle quali ricavavano il loro sostentamento e queste terre, senza più difesa, sono soggette a deforestazioni selvagge, trivellazioni e lacerazioni di ogni genere.